Serve educazione per combattere il gioco problematico

gioco problematico

Ognuno che si occupa di gioco e di casino online “dice la sua”: e, quindi, si possono raccogliere pareri dal più autorevole a quello più “condizionato”. Forse vale la pena di sentire tutti coloro che hanno qualcosa da dire nel mondo del gioco d’azzardo, sopratutto, in questo momento dove tra la Conferenza Unificata che non “decide” e le ordinanze che restringono sempre di più le attività ludiche, tutti coloro che amano anche un poco il mondo del gioco vorrebbero “strofinare la lampada e chiedere al Genio un desiderio”, possibilmente quello di vedere il settore del gioco “in pace, con sé stesso, ma anche con il sociale”.

Negli ultimi anni, quello che si è potuto recepire è che il mondo del gioco abbonda di ordinanze e regolamenti che propongono e promettono di contrastare il gioco problematico e si usano, per arrivare all’obbiettivo, limiti orari al funzionamento delle apparecchiature, oppure il divieto di installarli nelle vicinanze dei luoghi sensibili, come scuole, chiese ed ospedali. Ma, ormai, tutti sanno che questi sono “mezzucci” e non possono certo arrivare a risolvere le conseguenze dell’abuso del gioco che si dovrebbe affrontare unicamente con la cultura e l’educazione al gioco, sin dalle prime scuole.

Solo questo, per esperienza, e secondo anche flipboard sul gioco e sui casino online, può sembrare il percorso più adatto per tentare di fare qualcosa per il gioco problematico e non demonizzarlo né tanto meno mettendo in atto forme di proibizionismo ad oltranza, nonostante i risultati di chi lo ha già messo in pratica, non siano assolutamente soddisfacenti e positivi. Certamente, le limitazioni possono solo “scoraggiare” i comportamenti compulsivi, che ovviamente non hanno nulla a che vedere con la pratica di un gioco responsabile e scelto solo in modo occasionale con lo scopo di divertire. Per fortuna, se ci si guarda in giro, tra le amministrazioni comunali qualche “mosca bianca” si trova, mosca bianca che non vuole proibire né bandire il gioco, ma essendo “controcorrente” vuole proporre qualcosa di diverso, insomma un’altra strategia. Si parla dell’oggi assessore al welfare di Gorizia che racconta la sua esperienza.

Quando l’assessore lavorava (al di fuori della politica naturalmente), aveva una rivendita di generi di monopolio, e tra questi anche Lotto, casino online mobile e Lotterie e ritiene che per scoraggiare la dipendenza dal gioco (come di qualsiasi altra dipendenza), non servono distanziometri o le tessere del giocatore. Serve solo ed unicamente l’educazione al gioco, con campagne di sensibilizzazione nelle scuole e, sopratutto con l’intervento dello Stato per normare una volta per tutte questa materia. Un tempo esisteva poco gioco, Lotto e Lotterie, mentre oggi invece l’offerta è diventata assolutamente eccessiva e, come primo intervento, bisognerebbe smettere di pubblicizzare il gioco in TV, sempre secondo l’Assessore. Senza contare che la città di Gorizia dista pochi chilometri dalla Slovenia che offre i suoi casinò, altro potenziale “rischio” per i giocatori problematici. Naturalmente, queste case da gioco non aumentano il problema: se gli italiani frequentano le case da gioco, gli sloveni vengono in Italia a giocare al Lotto e questo pareggia il discorso economico. Ma invece “c’è sempre sul piatto” un’altra possibilità di giocare, sempre, in un ambiente piacevole, curato, affascinante. Lo Stato, quindi, deve legiferare in fretta, “lo deve” anche alla città di Gorizia che si sente leggermente in pericolo…