Il gioco d’azzardo problematico crea delinquenza

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Ci mancherebbe anche questo: il gioco problematico usato per chiedere “clemenza” ai Tribunali per reati compiuti da chi ne è “coinvolto”. Già tanto di negativo viene riversato sul mondo del gioco d’azzardo e su quello dei migliori casino online legali aams, e le sue conseguenze, che bisognerebbe solo che venisse usato come escamotage per richiedere assoluzioni a fronte di reati per far ancora “allargare di più la bocca” ai detrattori del settore che non aspettano altro che “buttargli addosso infamità”. Ne ha già appiccicate addosso tante di demonizzazioni che non ce ne vorrebbe proprio un’altra! Questa affermazione deriva da un fatto avvenuto recentemente dove un soggetto riconosciuto ludopatico è stato ritenuto non punibile per “essersi assentato dall’Ufficio Comunale, per il quale il cartellino lo riteneva invece presente, per andare a giocare nella tabaccheria accanto al Municipio.

As.Tro, a seguito di questa vicenda, in una lunga nota mette appunto in guardia circa il rischio che la diagnosi per gioco problematico possa “essere usata” per essere assolti da alcuni reati. Con “l’assoluzione” di cui si sta parlando si è scardinato il principio fondamentale dell’ordinamento penale laddove la malattia per vizio di giocare nei casino online sia presente quando si compie un reato. Quindi, tutta la cultura penalistica di ogni ordine, grado, cultura ed orientamento è stata sovvertita da questa interpretazione. As.Tro sottolinea che, evidentemente, il magistrato che ha emesso questa decisione essendo un essere umano, può essere stato colpito dalla pressione mediatica delle bugie di una campagna anti-gioco che continua a veicolare questo “alibi del gioco” incurante delle conseguenze derivanti dalla cultura appunto dell’alibi in cui finisce per sprofondare, pur di mantenere la posizione di “esperto del male del secolo”, male peraltro solo italiano.

Far assurgere il vizio del gioco ed il vizio di giocare al casino online a “scusante”, dietro la quale nascondersi quando si compie un qualsivoglia reato, non sembra affatto una cosa giusta: il vizio, fatto proprio da chi compie un reato volontariamente e consapevolmente sino a diventarne dipendente nonostante le avvertenze e gli “avvisi di rischio e di pericolo”, non potrà mai diventare una scusante. Altrimenti tutti coloro che incorrono in un disagio da abuso di gioco potrebbero “venire autorizzati” a compiere qualsiasi nefandezza, risultando poi immuni da condanna. E sinceramente questo “non ci piace”. Basterebbe domandare ai detrattori del gioco che se venisse loro negato un servizio comunale, in quel particolare momento essenziale, perché il funzionario si assenta, ma dandosi però presente, per andare a “giocare”, sarebbero disponibili ad assolverlo “come vittima del demonio”?

E se invece di un banale servizio comunale si trattasse di una iniezione salva vita che non viene effettuata perché chi lo deve fare è un giocatore patologico dei casino online che si chiude in bagno per giocare a poker online con lo smartphone? Cosa onestamente si penserebbe? Un grande difetto della società in cui si vive è indubbiamente la perdita dei vecchi pilastri socio culturali a cui ci si è sempre attaccati per impedire alle varie speculazioni del momento di uscire dal “perimetro della realtà”. Bisogna riflettere che se oggi ci si “nasconde per coprire reati” a mezzo del gioco, domani potrebbe essere, come è già successo, dalla convinzione religiosa radicalizzata visto che non si può negare che si possa diventare dipendenti anche da quest’ultima.