I Casino ed il sistema giuridico italiano

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Ci piace” anche parlare, e lo si fa abbastanza spesso, delle Case da Gioco tricolore che necessitano assolutamente di una “revisione” visto che anche il gioco dei casino online negli anni è cambiato, evoluto e deve essere anche seguito in modo diverso da quello che è stato fatto negli scorsi anni. Il marketing delle case da gioco deve “spremersi le meningi” per riuscire ad accontentare, e pure a sorprendere, la mente dei propri visitatori così come deve cercare di “prevedere” ciò che più interessa e piace con proposte accattivanti ed innovative.

Ci piace” sottolineare che anche le Case da Gioco sono contornate da una cornice incerta che lo stesso comparto spera di innovare e che porti, possibilmente, ad un miglioramento nella loro conduzione, partecipazione e normativa visto che per anni la vita dei Casinò tricolore è stata “una vita” anomala, ma autorizzata dallo Stato. E questo dovrebbe riguardare la riforma del gioco che sta per essere inaugurata in Conferenza Unificata in attesa che la Corte Costituzionale risponda all’appello proposto, nel ben lontano 1985, che conteneva la richiesta di una normativa organica. E visto il tempo trascorso probabilmente… è tutto caduto nell’oblio e nel dimenticatoio burocratico.

L’unica scusante, che si trova anche sulla pagina facebook sui casino online con licenza aams legale, che si potrebbe accampare a fronte di tale silenzio è che, allora, il contesto sociale non permettesse una serena riflessione su quanto richiesto, altrimenti sarebbe veramente complesso dare una risposta razionale a ciò che non è stato fatto dal legislatore. Allora, certamente, il Paese attraversava un momento di inflazione assai alta e le urgenze erano indubbiamente altre, i tassi di incremento del debito pubblico erano consistenti ed era più interessante investire in titoli di Stato piuttosto che “tentare la fortuna al casinò”. In quel contesto affrontare una riforma del gioco sarebbe risultato “impopolare” per il legislatore.

Allora, per completare il quadro della situazione, non esisteva la tecnologia informatica attuale, né i processi di gestione del rischio che potessero consentire un controllo sui rischi derivanti da gioco: ora, invece, il panorama storico è diverso e gli strumenti di controllo sono indubbiamente raffinati ed affinati. Ma per fare una micro-storia delle Case da Gioco in Italia bisogna ricordare che le stesse hanno avuto origine da leggi speciali, visti i divieti correnti sul gioco d’azzardo, previsti dagli articoli 718 e seguenti del codice penale. Il legislatore italiano su questioni che potrebbero essere moralmente spinose da affrontare preferisce rimanere “silente oppure porre divieti infrangibili”.

Questo silenzio nella regolamentazione del comparto e del gioco gratis del blackjack senza deposito, in ogni caso, è senza dubbio anomalo visto che tocca una “fetta” importante del mercato del gioco d’azzardo che è tuttora regolamentato in maniera “asfittica”. Oggi, il comparto dei casinò rappresenta il 2% circa del mercato nazionale contro una media europea del 15% e sembrerebbe proprio questa la vera anomalia. Si potrebbe essere fiduciosi sul recupero di quote di mercato, ma solo a patto che il quadro giuridico sia radicalmente modificato. Certamente, l’offerta di gioco degli anni recenti, fuori dai canali tradizionali dei casinò, ha comportato un eccessivo frazionamento dei punti di gioco che non hanno beneficiato dell’espansione dell’offerta del mercato, ma rischiano oltre tutto di essere penalizzati da cittadini, e quindi dall’opinione pubblica, che prende conoscenza del rischio del gioco d’azzardo.